sabato, maggio 17, 2008 - 23:47
you look different every time
you come from the foarm - crested brine
it's your skin shining softly in the moonlight
partly fish, partly porpoise, partly baby sperm whale
am I yours? are you mine to play with?

joking apart, when you're drunk you're terrific
when you're drunk I like mostly late at night
you're quite allright
but I can't understand the different you
in the morning
when it's time  to play at being human for a while
we smile, we smile, we smile

you'll be different in the spring, I know
you're a seasonal beast
like the starfish that drift in with the tide, with the tide
so until your blood runs to meet the next full moon
your madness fits in nicely with my own, with my own
your lunacy fits natly with my own
my very own
we're not alone



Robert Wyatt - Sea Song
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sabato, aprile 12, 2008 - 13:56
Fiori gialli.
non sento piu il tuo odore. l'ho cercato nelle tue ultime stanze.
l'odore di una persona, dopo quattro giorni d'assenza, scompare totalmente dalla casa che abita.
ho una nostalgia che non credevo avrei mai potuto provare. qualche rimpianto stupido, stupido perche il tempo è stato comunque vissuto.
ora saresti felice di me? potremmo andare  in ogni momento, quasi in ogni luogo. prima c'erano troppe  cose che dovevi far tu, troppe poche cose che facevo io. spesso capita che sogno e tu mi parli.
sono quasi sicura che sia un gioco di assenze. ma c'è pure la speranza di mantenerti vicina cosi.
vorrei dirti che sei qualcosa d'importante. mi chiedo però come poter fare con la tua assenza che durerà il tempo della mia vita.
a volte penso che una cosa ti faccia piacere. poi mi dico che sto dimenticando, ti sto perdendo. mi sveglio, non ti vedo piu.
ho tutti i ricordi di quando il the lo prendevamo sul pavimento della mia stanza. poi i tuoi biscotti di cannella...si, mi hai lasciato la ricetta.  tu avresti avuto forse figli prima di me.  ora sento un enorme peso.    a trent'anni se entrambe fossimo state sole chissà se saremmo andate a  convivere.  a volte ci si perdeva nel pensare che da vecchie saremmo restate sempre cosi, noi e le chiacchiere col the....delle chiacchiere che duravano fino al mattino e spesso ci si addormentava per terra.
tutto ciò che è positività in me, è frutto della tua amicizia, conoscenza...frutto dei tuoi graffi e urli e dei miei pianti da vittima.
le estati in campagna e progettare e pensare a cosa saremmo diventate.
le crisi, le riprese, l'enorme amicizia, la dedizione, il sacrificio.
ora quando ti penso devo essere sola, e ripercorro un po' i ricordi.
quando parlo di te, mi sono allenata a farlo col sorriso sulle labbra...per tua madre e per tuo padre.
molti piangono. io ho bisogno di rimanere sola, vorrei pure tornare in camera tua. ho bisogno di cercarti
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mercoledì, marzo 05, 2008 - 09:56



Julio Cortazàr,  Rayulena


7.

Tocco la tua bocca, con un dito tocco l'orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna in volto, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.
Mi guardi, mi guardi da vicino, ogni volta più vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi ingrandiscono, si avvicinano fra loro, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirano confusi, le bocche si incontrano e lottano tepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nei loro recinti dove un'aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, carezzare lentamente le profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, se soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultameno del respiro, questa istantanea morte è bella. E c'è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell'acqua.




















[ perche ho tanti foglietti in giro, e ieri mettendo a posto c'era questo qui, stampato in rosso. grazie Fran ]
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venerdì, febbraio 08, 2008 - 18:51
Inizialmente non mi riconosci, ma dura pochi secondi.  Poi ti metti a ridere e sei felice.
La tua risata è quasi acuta in certi momenti
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martedì, gennaio 15, 2008 - 16:40
Fuori c'era un prato, una collina.
Era mattino, non si sentivano rumori. Filtrava luce dalla finestra.
Cominciare ad accarezzarti un braccio. Sentire che mi stringi, al mio contatto, che il mio corpo è piu piccolo del tuo.
Percorrere i tuoi lineamenti con l'indice.
Percorrere il tuo corpo, sentendo ogni curva col dorso della mano.
Mi guardi, mi alzo e apro la finestra.
Guardo il palazzo di fianco e tutto sembra tranquillo.
Torno a letto e cerco di studiare il tuo odore.


Vibra il cellulare sul comodino, che mi sveglia.
E tutto finisce.





sogno
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sabato, gennaio 12, 2008 - 22:29

Baby Dee  - Flowers on the Tracks


[ero io lo spettatore che non ha saputo fare altro che innamorarsi dell'attore che sta sul palco, così irraggiungibile e nello stesso tempo cosi perfetto, deviando la sua vita in un'unica direzione; sono stato io a credere in un sogno possibile e a realizzarlo. Sono stato io, come sei stata anche tu. Sei stata la ragazza a cui ho dato il mio primo bacio]



ricordi

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domenica, dicembre 30, 2007 - 12:35


Bologna
Comaneci e Dirty Three


Ogni tanto, la voce di Cat Power. Una cioccolata calda...e le vie del centro. Poi quel portone sempre uguale, e riammodernato il tutto. La stanzetta....e la novita dell'acquario con tanti pesci. C'era un odore strano, e c'era caldo.  La borsa dell'acqua.
La pentola piena di calcare. La foto di tua nipote alla parete, Iris.
La foto della mamma che la abbracci, sempre la foto del tuo migliore amico, sulla colonna dei cd. Poi la foto di quella che chiami figlia..mi dici pure che hai smesso di fumare certa roba, che dopo vent'anni basta. Lavori ancora in ospedale, part time. La tua espressione non sembra mai felice. Ma dici che stai bene. Hai piccole rughe vicino agli occhi. E' l'unica cosa che ti fa sembrare invecchiato, di davvero poco. Stai bene con la barba? si, stai bene...ti sei lasciato crescere i capelli. Quando ti sposerai? la tua lei è partita per l'america e non credi tornerà. E' psicologa.
Mi son sempre chiesta che tipi di persone hanno avuto a che fare con te. Non sei persona semplice, affatto. Non sei persona con cui chiacchierare del piu e del meno. Nemmeno persona a cui far domande. Poi il tuo amico, da cui hai dimenticato gli occhiali. Mi presenti.
Cerco continuamente quel libro...La vita delle api. Perche la vita delle api? ma alla fine non sei nemmeno cosi tanto stupito. Tu compri un libro di filosofia zen.
Come sempre ricordo i rumori, le sensazioni, le luci. Il liquore. Perche lo fa tua madre.



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venerdì, dicembre 21, 2007 - 20:31
Ci sono certe persone realmente false. Che ho chiamato amiche, e che realmente credevo tali. Purtroppo penso sempre in positivo...e non so dire a quando risalga il gesto che ora mi son trovata a scoprire.
Ma una cosa è certa. Non lo era, amica. O se tale si è creduta, ha fatto un gesto da bambina...in molto deve crescere.
Che non mi si chieda più come sto, non da lei.
Rivaluto la sua natura, e tengo validi gli aspetti negativi.

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sabato, dicembre 15, 2007 - 00:06








E' da tre mesi che non ci sei, e a volte penso che il bianco a te non piaceva.
Mi sento spesso smarrita, a volte faccio un giro in piu, allungo la strada in auto perche non so davvero dove andare. Magari mi fermo un attimo, accosto vicino ad un marciapiede e aspetto un attimo.
Tengo accesa la radio, perche in questi tre mesi non sono mai stata in silenzio.
E se c'è del silenzio fuori, non c'è dentro di me.
Mi fa piangere tutto, mi fa piangere una persona che si apre, mi fa piangere una virgola di troppo in un discorso...una sospensione.
Mi ritrovo a piangere quando sono nel sole. Pure l'altra settimana mentre ero in mezzo alla neve.
Penso che dovrei raccontarti tutta la mia vita..quella di questi ultimi tre mesi. E poi tu gia la sai. Farà del bene a me? Mi aiuterà a non dimenticarti? Io non sento ancora l'abitudine a nulla.
Certo, sto imparando a parlare di te. Ma non so parlare di te al passato.
Faccio la torta all'arancia e so che a te era piaciuta. L'avevi portata pure ai tuoi genitori..me l'ha detto tua mamma.
Ci sono tante cose che tornando indietro rifarei...sempre uguali, come scelta, ma con piu passione, con piu intensita. Ti farei ridere molto di piu. Se fossi qui e mi vedessi ti metteresti davvero a ridere mi sa....e forse lo penseresti solo...ma mi diresti qualcosa del tipo...guarda come sei conciata. Avresti tutte le ragioni. Ma non ho mai avuto la tua forza, o era forza diversa. Dico solo che dovevamo essere assieme...nulla di più. E magari questo non sarebbe successo, non cosi uguale. Magari ci saremmo fatte due risate mentre cantavi una o due canzoni. Magari quelle cassette che durante le superiori io non smettevo mai di farti.
Mi avevi chiesto qualche giorno prima di farti dei dvd con i film. Mi dici dove potrei metterli?
Mi chiedo se ho sbagliato io, nell'allentare un attimo...nel sentirmi cosi scoraggiata davanti alla tua vita che cambiava, davanti ai tuoi dolori che non capivo piu, che mi sfuggivano. Non era una realta cosi diversa...era solo il tuo dare il massimo, tutto e subito.
Poi a volte vengo nel luogo che tu sai, e quasi sorrido. Mica puoi essere li, tu devi ancora tornare da Malta.
E le tartarughe? Tu dicevi che alcune proprio erano brutti animali e basta. Le piccole le prendevi per la coda!
Io in questa lunghissima attesa cosa farò? Cercherò di pretendere sempre cosi tanto dalle persone? che rapporti, che amicizie dovrò creare?



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venerdì, dicembre 07, 2007 - 16:10
Frammenti vari



I  -  PER ME è UN CANTO IL SILENZIO


Stanno aumentando le belle giornate ed è un piacere trascorrere il tempo in giardino.
Tutto somato sto pure riprendendo le passeggiate, spero di trovare anche la voglia di correre. Alle superiori mi piaceva.
Ho passato e sto trascorrendo molto tempo guardando film abbastanza assurdi. E la musica.
Credo di essermi "rinchiusa" molto.

Sono partita così, perchè credo nella prima conversazione. Mi hai detto che probabilmente mi sarei un po' estraniata...dato ciò di cui si parlava. Tant'è!
Trovo sempre meno persone a cui piacciano certi particolari.
C'è pure chi dice che voler conoscere ed essere curiosi, possa portare le persone a deviazioni. Devo ancora capire il perchè!
Mi fa sorridere il tuo chiamarmi Lolita.


(2004)





[..]  Ti chiedevo così tante volte il perchè di quei disegni...e poi ti costringevo ad aprire quello sportellino nel muro, 'che non si sa mai, chissà cosa c'è.
Mi alzavo scalza e sbirciavo tra sassolini, elastici e monete.
Cercavi di provarti le mie scarpe, e ti stupivi di quanto fossero piccole, ovviamente tu non ci stavi.
Mangiavi avidamente piadina, e restavo sullo sgabello a guardarti


(2005)
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martedì, novembre 27, 2007 - 18:33
" Chi non ha un amico crolla su se stesso "

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mercoledì, ottobre 31, 2007 - 14:03
Si è pronti a fare ciò che si vuole;
si aspetta che arrivi ciò che si desidera;
si preferisce ciò che si desidera;
ma non si può ne' vederlo ne' augurarselo.



Herman Hesse


F.
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giovedì, ottobre 25, 2007 - 22:23
Essere felici, entrare in casa e sentire i profumi, il caldo in cucina. Cenare alla svelta, davanti al computer sentendo musica.
Poi penso che il telefono squilli, perchè hanno sentito la mia torta, ed è piaciuta.
Una voce che dice qualcosa e non ne è certa. Provare a chiamare mia madre, e che stenta a darmi una conferma.

Cadere in ginocchio e non aver il coraggio di sollevare la fronte dal pavimento, non vedere piu nulla, non sentire piu nulla.
Il caldo, il sale, il sangue che pare non volersi piu muovere.
Mi chiedo del perchè io ora non sia una bestia, voglio essere un animale che non vuole vedere nulla, nessuna supposizione.
Come trovo il coraggio di parlare? proprio oggi che lo facevo con la vicina. come trovo il coraggio ancora di parlare. come sto? che cosa  voglio?
sono domande che da ora mi faranno una paura incredibile.

Andare a Modena, fare una sorpresa alla zia. che tutta felice ti telefona...si, sono a casa di tua mamma. e in fondo mi riconoscevo in te. era settembre? bene...un mese dopo, di nuovo modena.
un anno dopo, di nuovo li a celebrare una cosa che avevamo gia visto, che ho gia visto un mese fa.
Mi sforzo di dirmi..si ok, capita. ma fondamentalmente sono un guscio vuoto.
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domenica, ottobre 14, 2007 - 17:41
"ho trovato il mio compagno", mormorò. "E' la brughiera. Sono la sposa della natura", sussurrò, abbandonandosi rapita al freddo abbraccio dell'erba, tra le pieghe del mantello, nel fosso vicino allo stagno. "qui voglio restare" (una piuma cadde sulla fronte). "Ho trovato una corona più verde dell'alloro. La mia fronte sarà sempre fresca. Queste sono piume di uccelli selvatici - di gufo, di civetta. Farò sogni selvatici. Le mie mani non porteranno anello nunziale" continuò, sfilandosi l'anello dal dito. "le cingeranno le radici. ah!", sospirò, affondando voluttuosamente la testa nel molle cuscino. "Per tanti secoli ho cercato la felicità, e non l'ho trovata; la fama, e l'ho perduta; l'amore, e non l'ho conosciuto: la vita - e guarda, è meglio la morte. Ho conosciuto tanti uomini e tante donne; e non ne ho compreso nessuno.


V.Woolf - Orlando




Mi ritornano certe immagini dei borghetti medievali nelle Marche. Sento i profumi che sentivo in Spagna. C'è l'autunno ora. Il sole. Qualcosa di incompleto, che non arriverà mai al compimento.
Non mi rendo conto costantemente della solitudine e della sua mancanza. So che ho perso la mia memoria, sono dispiaciuta, terrorizzata dalla mia memoria che se ne andrà. Sono troppi pochi anni, e sono troppi gli anni di assenza. Ricordo tutto ora, e ho tutti gli odori ben presenti.
Ricordo le sere a parlare fino a tardi, qualsiasi suo vestito, il disordine della sua camera. Da quando eravamo piccole fino a tre giorni prima.
Mi sono arrabbiata, perche credevo mi prendessero in giro. Mi sono arrabbiata il giorno dopo perche di questo non avevamo mai parlato. Sono arrabbiata perchè dovevo guidare io, e invece non è stato.
Sono cosi rassegnata. Ci sono tante cose che avrei dovuto e potuto fare in modo migliore...e pensare a me stessa cosa è valso? Avrei potuto dare me stessa con una persona cosi, perchè è sempre stato cosi tra noi. Lei non mi ha nascosto nulla ora so. Io non le ho nascosto nulla...
Penso a qualche istante prima. Provo a immaginare i tuoi pensieri mentre guidavi. Forse eri felice, dal giorno prima. O forse ti sentivi sola, ricordando qualcosa. Sicuramente sapevi che tutto cambiava velocemente.
Ho paura per la tua paura, quando hai capito che dovevi fare qualcosa, che dovevi correggere la manovra. Poi il resto non lo so immaginare, e spero sia stato tutto cosi veloce.
La gente si perde a dire certe cose. Io ho un vuoto dentro incredibile, e prego di non svegliarmi la notte e pensarti. Se ti penso, ti rivedo come tu non sei. Ma se è giorno e ti ripenso, mi vengono in mente i posti, mi viene in mente quanto ridevamo e tutti i giochi che facevamo da bambine. Tu che mi morsavi, e la promessa di restare sempre amiche.
Me l'hai detto anche tre giorni prima, che a trent'anni se eravamo sole, avremmo preso un appartamento assieme. Sarebbe stato divertente, gia ci pensavamo ai tempi delle superiori...per l'università.
So che a Malta forse non ci andrò mai. Forse la eviterò anche.
Se voglio qualcosa di te? Ho la sensazione di avere tantissimo di te. E ho una paura folle di perdere tutto.
La sera esco, e mi aspetto qualsiasi imprevisto. Se la sera esco non ho tutto sommato paura degli altri. Perchè è stupido averne. Non mi importa molto.

Poi ho scoperto che sto bene con certe persone. E che altre è vero...non mi danno piu tanto. Sono forse tornata un poco piu sola, ma so che posso uscire e con chi, se mi va. Ho chiesto scusa ad alcune persone.
E' giusto che sappiano ciò che penso davvero...
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martedì, agosto 21, 2007 - 23:10



Da Wikipedia





Nel 1929 Fernando Pessoa scriveva:

"Il fado non è né allegro né triste, è la stanchezza dell'anima forte, l'occhiata di disprezzo del Portogallo a quel Dio cui ha creduto e che poi l'ha abbandonato: nel fado gli dei ritornano, legittimi e lontani..."




Amália diceva invece, più semplicemente, che il fado "è destino" (dal termine latino fatum, fato). Da qui il fatalismo, la melanconia e la saudade – una forma sublimata di nostalgia che fa emergere un sentimento "cosmico".

La radice ancestrale di questo sentimento Amalia lo descriveva così: Non sono io che canto il fado, è il fado che canta me.



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